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Corso di idee - MarcoContardiARCHITETTO

Concorso di idee di un HUB per gli sport velici.
CONCORSO DI IDEE - UN MASTERPLAN PER LA CONCA D'ORO - NUOVO HUB DI ECCELLENZA PER GLI SPORT VELICI DEL GARDA TRENTINO
Torbole sul Garda (TN)
 
_ Arch. Marco Contardi (capogruppo)

Il Comune di Nago-Torbole (Trento) ha l’obiettivo di trasformare questo luogo in un HUB di eccellenza per gli sport velici del Garda Trentino.
La proposta progettuale tiene conto delle caratteristiche esistenti dell’area, delle necessità operative legate agli sport velici e delle opportunità offerte da una migliore organizzazione degli spazi, inclusa la localizzazione di parcheggi interrati e nuovi percorsi ciclo-pedonali.
Ispirato alla copertura del Reina Sofia a Madrid di Jean Nouvel, la copertura funge da perimetro ideale contenitivo del nuovo centro sportivo e anche di un nuovo spazio a verde che occupa nel complesso il 68% della superficie. Con una forma sfaccettata e con un aspetto tecnico, si presenta nel contesto come un nuovo punto di riferimento, ma allo stesso tempo si integra nel paesaggio naturale. La scenografia della montagna, alle sue spalle, mostra un contesto naturale nel quale il “nuovo” si inserisce come protagonista. Trova il suo spazio un “Boschetto” che con la funzione di mitigare il calore estivo, si defisce uno spazio di incontro fruibile anche dai visitatori esterni.
Il tema progettuale è stato sviluppato partendo dall’analisi degli accessi e degli spazi di relazione. Inoltre si è scelto di demolire le strutture esistenti al fine di una migliore riorganizzazione delle funzioni.
CONCORSO DI IDEE per la redazione di un progetto di RIQUALIFICAZIONE DELL’ORATORIO CENTRO GIOVANILE SAN LUIGI PER LA CREAZIONE DI UNA SALA POLIFUNZIONALE (SALA DELLA COMUNITÀ) E PER IL RECUPERO DI UNO SPAZIO SPORTIVO DISMESSO.
Codogno (LO)

_ Arch. Marco Contardi

L’Oratorio San Luigi ha sede nel centro storico di Codogno, e a partire da fine Ottocento ha svolto un ruolo importante come luogo di ritrovo, di formazione della sua identità civica e promotore di molte iniziative sportive come attività di aggregazione e crescita per i ragazzi. L’obiettivo del concorso è quello di perfezionare e concretizzare, nelle strutture edilizie e non, l’idea e il progetto di oratorio che in questi anni ha preso forma nel quotidiano agire educativo e pastorale. In particolare questo concorso di idee si è focalizzato sul recupero del cortile dei due campi da basket-pallavolo, degli spogliatoi e dell’edificio che oggi ospita il piccolo teatro.
Concorso di idee per la riqualificazione di Viale Italia e riuso dell'antico Forte di Marina di Castagneto Carducci
Castagneto Carducci (LI)
classificato al 2° posto

_ Arch. Sara Padovani (capogruppo)
_ Arch. Marco Contardi

Obiettivo del progetto è quello di riorganizzare l'area valorizzando gli elementi esistenti di qualità come il Forte e ridefinire e riqualificare, attraverso un disegno complessivo, gli spazi pubblici. In particolare il progetto punta a migliorare il sistema della viabilità e dei percorsi, ridefinire gli spazi pubblici costituendo nuovi luoghi di sosta e aggregazione, arricchire l'arredo urbano ed il sistema verde attraverso l'utilizzo di materiali e prodotti sostenibili che tendono ad una migliore qualità di vita.
L'idea progettuale ha l'obiettivo di far emergere il lato pubblico. Per questo si è pensato di rendere il Viale un percorso moderno, pulito e fruibile (sia dai vacanzieri durante l'estate sia dai residenti locali), ma anche ordinato nella gerarchia dei ruoli distinguendo due tipologie di percorsi: "leggero" e "moderato". Ai lati del Viale i due percorsi "leggeri", più larghi rispetto ai marciapiedi esistenti, sono destinati esclusivamente ai pedoni, mentre al centro trovano destinazione il traffico veicolare, a senso unico di marcia, ed in senso opposto, su corsia riservata, il traffico ciclabile. Nel percorso, così detto "moderato", è consentito esclusivamente il transito del servizio navetta estivo tra Donoratico e Marina, l’accesso ai mezzi di soccorso, ai mezzi diretti ai parcheggi privati e il carico e scarico delle merci. Per usufruire dell'intera sezione stradale e garantire la massima accessibilità, si è preferito realizzare i nuovi percorsi su un unico livello, mantenendo il salto di quota solo nei tratti dove la "velocità" del traffico cambia agli incroci a Nord con via del Corallo e a Sud con via della Marina. Il piano unico sarà utilizzato durante la chiusura al traffico come "palcoscenico" per gli eventi e spettacoli. Bancarelle fieristiche potranno essere installate, tra gli spazi liberi delle sedute. Queste ultime, rappresentano il modulo base che ha determinato il dimensionamento e il passo della pavimentazione. La loro semplicità le rende flessibili e facilmente installabili. I singoli lotti isolati e recintati, da elementi anonimi diventano proposta progettuale, punti di partenza nella definizione di interferenze con il Viale, mentre l'individuazione dei singoli accessi carrai e pedonali, consentono di disegnare una composizione razionale e organizzata della pavimentazione.
Concorso di idee - Progetto Oratorio di Sergnano
Parrocchia di San Martino vescovo di Sergnano - Sergnano (CR)

_ Arch. Marco Contardi
_ Studio Piccioni Associato

L’immobile in argomento interessa il rinnovo completo del comparto edilizio, negando le edificazioni esistenti (ad eccezione del bar), cercando d’imprimere un carattere forte al tessuto edificato e alla funzione che assolve, quasi a cercare un dialogo con la presenza attenta e vigorosa della Chiesa di San Martino sulla via Europa. I volumi degli edifici e le varie articolazioni, come la materia nelle sue forme si uniscono e "funzionano” come un tutt’uno, come del resto le varie attività svolte in Oratorio con «l’aggregazione di funzioni e di culture che rappresentano l’essenza della vita sociale». Gli ambiti funzionali segnano e indirizzano marcatamente i volumi e la loro “pelle”, in lamiera talvolta a disegno semplice e/o lavorato con toni, orditure e colori neutri, ma nell’insieme danno la percezione di “pezzo unico” e inimitabile. L’unicità del complesso, di circa 1500 mq su due livelli, eccezion fatta per la sala polivalente, infonde armonia e invita all’aggregazione, grazie anche ai percorsi e ai collegamenti fuori quota.
Concorso di idee per la riqualificazione di Piazza Stradivari
Cremona

_ Arch. Marco Contardi (capogruppo)
_ Arch. Bruna Gozzi

Piazza, punto notevole della città, è il luogo di accoglienza dei flussi portati dalle vie che si immettono in essa. Abbraccia chi si trova al suo interno proponendo spazi per sostare favorevoli all’incontro, alle relazioni e allo scambio; punti focali che attirano l’occhio guidandolo attraverso di essa, rendendola riconoscibile, caratteristica. In particolare in Piazza Stradivari si trovano edifici e funzioni di rilievo: il Palazzo del Comune con uffici dedicati ai cittadini, la vicinanza con Piazza del Duomo, lo stretto legame con corso Vittorio Emanuele II e quindi il Teatro Ponchielli, la presenza della Camera di Commercio, molteplici attività commerciali ed in particolare bar e ristoranti. Gli obbiettivi di progetto sono: il recupero dei materiali che compongono l’attuale pavimentazione; definire un filo di collegamento tra le vie e le piazze adiacenti; potenziare il cannocchiale che si propone da Corso Vittorio Emanuele verso Piazza del Duomo; valorizzare il monumento a Stradivari; aumentare il verde, utilizzandolo anche per evidenziare il legame con Piazza Roma, riqualificando via Gramsci (che ora appare come un mero passaggio da un luogo all’altro); delimitare spazi per la sosta e le relazioni per vivere la piazza; rendere lo spazio piazza in grado di trasformarsi in un “teatro aperto” per accogliere manifestazioni, spettacoli e lasciare spazio anche per il mercato bisettimanale; trovare spazi per il parcheggio delle bici, favorendone l’utilizzo per raggiungere il centro città, senza intralciare il transito di autoveicoli, necessario anche per le esigenze del mercato e per garantire l’accesso dei mezzi di soccorso.
Concorso di idee per la ristrutturazione e riqualificazione urbanistica di Piazza Castello
Oderzo (TV)

_ Arch. Marco Contardi

Piazza Castello si presenta oggi come luogo di transito e di sosta delle automobili. A differenza dell'adiacente Piazza Grande, si percepisce la presenza di un area destinata a parcheggio, soprattutto reso tangibile dal piano di “calpestio” trattato in modo uniforme con asfalto. Ciò nonostante la morfologia del luogo, riconducibile ad una C, è definito da quinte sceniche di pregio con tre fronti densamente costruiti a nord-sud e ad ovest con il palazzo Porcia che guarda verso est aperto sul fiume. La premessa del bando prevede una riconfigurazione spaziale come luogo di aggregazione sociale e allo stesso tempo come luogo polifunzionale di parcheggio a supporto delle attività di Piazza Grande. Da questi obbiettivi, il progetto riconfigura lo spazio in due parti. La prima polifunzionale che funge sia da parcheggio che da spazio per manifestazioni, concerti ed eventi in genere. La seconda, sotto l'ombra di un Olmo campestre posto all'interno di un prato “aperto” e una fontana, segnano uno spazio più intimo, e forse poetico, destinato a raccordare i flussi pedonali. Il dualismo è reso unitario da un unico livello, libero da interferenze, rialzato rispetto a quello stradale preesistente, differenziato dal disegno e dal tipo di pavimentazione. Il cambiamento è segnato da rampe, di ingresso e d'uscita, che marcano il passaggio in un nuovo spazio riconsegnato all'esperienza pedonale. Oltre, la presenza di una pavimentazione in ciottoli neri consente all'utente/passante di riconoscere il tratto “diverso”. Infatti, la diversità si basa sull'idea di eliminare le indicazioni stradali lasciando all'esperienza, al rispetto del codice stradale e al buon senso, il giusto comportamento. La zona polifunzionale è caratterizzata da una pavimentazione in blocchi di pietra naturale squadrati. I posti destinati alle auto sono marcati con una pavimentazione in pietra naturale di colore bianco, lo scolo delle acque meteoriche è reso con semplici fessure nelle lastre di pietra che raccolgono e fanno defluire l'acqua. La seconda parte, a verde, è segnata da una pavimentazione ibrida costituita da file di lastre di pietra interrotte da vegetazione. Una interferenza per le auto che accedono o escono dal parcheggio dal lato del fiume. Un segno di una natura che si inserisce nell'azione dell'uomo e che termina con l'isola/prato, dove il pedone è accolto in uno spazio di sosta, dove si ritrova l'ombra e un fontana/scultura che lo accoglie. Una rotonda posta ad est permette il deflusso della viabilità che nel complesso rimane inalterata. Di sera, l'illuminazione gioca il ruolo di personaggio. Sotto tutte le panchine in cemento, rivestite in pietra, è inserito un sistema di illuminazione con luci al neon ed il parcheggio è ripreso da luci inseriti nella pavimentazione a led, segnando il xposto ed illuminando la piazza.
Concorso di idee per la riqualificazione del BAR-RISTORANTE della Canottieri Baldesio
Cremona (CR)
classificato al 2° posto

_ Arch. Marco Contardi (capogruppo)
_ Arch. Bruna Gozzi
_ Arch. Chiara Guerini
_ Arch. Francesco Guerini
_ Geom. Ilaria Fontana

L’attuale edificio adibito a club-house, solido, spigoloso, in cemento a vista, si presenta come un momento di rottura rispetto alle architetture presenti e stilisticamente caratterizzanti lo spazio della Società Baldesio. L’idea è di lasciarlo come soluzione di continuità con gli altri edifici, e di raccordarlo con un altro forte elemento caratterizzante lo spazio: gli alberi. Essi entrano nella struttura diventandone parte, portando tra i loro rami, non il fogliame, ma la luce del giorno che illuminerà gli spazi adibiti all’incontro e alla vita sociale della Canottieri. La copertura vetrata del nuovo grande cavedio - che sostituisce l’esistente - fanno permeare la luce diffusa del giorno fino al piano terra, non permettendo alla radiazione solare diretta di entrare: esposti a sud sulla copertura del nuovo cavedio, perfettamente integrati, trovano posto i pannelli fotovoltaici e i pannelli solari-termici utili a rendere energeticamente indipendente l’edificio per quanto riguarda l’illuminazione artificiale e la produzione di acqua calda, contribuendo inoltre all'ombreggiamento degli spazi interni.
Concorso internazionale per la progettazione di un modulo abitativo d'emergenza
Triennale di Milano, Milano

_ Arch. Marco Contardi
_ Arch. Florindo Maccalli

Sempre più frequentemente, l’uomo ha la necessità di lasciare la propria abitazione a causa di eventi catastrofici che violentemente alterano in modo improvviso la loro vita. Ogni singolo individuo, ha quindi la necessità di trovare un alloggio momentaneo in grado di soddisfare i propri equilibri fisici e psicologici. Nasce quindi la necessità di ideare delle unità abitative provvisorie in grado di ospitare gli esseri umani, temporaneamente sfollati, e permettere loro di integrarsi nelle migliori condizioni possibili.
Sulle basi di tali principi, è stato concepito il progetto di unità abitativa minima denominata Kit Home, ovvero un modulo abitativo minimo autosufficiente, in grado di offrire spazi vivibili agli individui e, in grado di costruirsi mediante sistemi costruttivi assemblabili in loco. L’intento del modulo ideato, vuole soddisfare plurime esigenze, sia tecnologiche che pratiche: trasportabilità, velocità di montaggio e smontaggio, flessibilità, autonomia, energetica, durabilità e stoccaggio. Oltre a intenti prettamente tecnici, la ricerca ha teso verso l’individuazione dei seguenti criteri: semplicità morfologica, riconoscibilità tipologica e individuazione di uno spazio vivibile interno.
Concorso di idee per la riqualificazione ambientale di Piazza della Repubblica
Gaggiano (MI)
classificato al 4° posto

_ Arch. Marco Contardi (capogruppo)
_ Arch. Chiara Guerini
_ Arch. Francesco Guerini

Piazza della Repubblica oggi si presenta come uno spazio potenzialmente caratterizzato. Le facciate dei due edifici che ne definiscono il perimetro contribuiscono a definirne un'identità che però non è sostenuta dal disegno attuale della piazza, carente delle qualità necessarie al riconoscimento degli spazi e all'individuazione di luoghi da usare da parte di chiunque non sia li per trovare un parcheggio. In sintesi mancano le qualità necessarie a far si che piazza della Repubblica si emancipi dalla sua destinazione prevalentemente veicolare, l'idea progettuale avanza alcune proposte nell'intenzione di far emergere il lato pubblico della piazza in accostamento al suo utilizzo viabilistico. Nel progetto lo spazio fisico della piazza è definito da un piano rialzato di 15cm rispetto a quello stradale, in modo da definire un ambito spaziale unitario in cui il traffico veicolare è ospite in un'area riconsegnata all'esperienza pedonale: le rampe carrabili di ingresso e uscita, di colore più scuro, marcano il passaggio e l'utilizzo della pavimentazione in ciottoli definisce la relazione con gli altri spazi pedonali del comune, in particolare lungo il naviglio. A questo punto il disegno si configura sulle linee di forza rilevate nell'intorno urbano e le interpreta in una forma riconoscibile generata dall'accostamento di due elementi portanti: il percorso centrale e le aree verdi inclinate. La conformazione di questi due elementi, oltre a configurare spazialmente la piazza e i singoli spazi, assolve due funzioni fondamentali: proteggere l'area pedonale da quella carrabile (sia fisicamente che percettivamente) e gestire i punti di sosta in relazione all'indirizzamento dei flussi. Il percorso, marcato da un corso d'acqua lineare, attraversa la piazza da nord a sud collegando due spazi, connotati ciascuno da un elemento che lo contraddistingue: a nord, verso il naviglio, una fontana; a sud un volume in cemento, a protezione dello spazio del giardino, nel quale è scavato un vano dove è alloggiato un leccio. La disposizione lungo il viale principale delle aree di sosta consente di modulare la visione, ritmando l'esperienza percettiva del pedone. Le aree verdi salgono dal piano del percorso centrale con una pendenza di 5 gradi e si connotano quindi volumetricamente (contribuendo, per contrappunto, a una maggiore riconoscibilità al percorso centrale). A livello percettivo le aree verdi si leggono come due grandi volumi (ad est e ad ovest del viale centrale) tagliati dai vialetti trasversali che, nei punti di intersezione col viale centrale incontrano gli spazi per la sosta.
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